Palazzo Ducale: i luoghi morosiniani

14 giugno 2019 > 6 gennaio 2020
Fondazione Musei Civici di Venezia
Palazzo Ducale
Sala dello Scrutinio
Armeria dei Dieci – Sala Morosini


Il Palazzo Ducale – sede della massima rappresentatività istituzionale della Serenissima, nonché cuore pulsante e unitaria della complessa articolazione dei poteri legislativo, esecutivo ed amministrativo dello Stato veneto “da terra e da màr” – fu la scena di tutti i principali fatti ufficiali della carriera militare e politica di Morosini, dai sui incarichi di comando, fino all’assunzione al dogado il 3 aprile 1688.

Due i luoghi specifici dove, riconoscente all’eroe Peloponnesiaco, la

Serenissima ha inteso eternarne la memoria:

  • La Sala dello Scrutinio, vastissima, contigua a quella massima istituzionale del Maggior Consiglio, integralmente foderata di gradi dipinti riferiti a gloriosi fatto storico-militari veneziani, posti sulle pareti e incassati tra gli intagli dorati del fastosissimo soffitto ligneo. Sulla sua parete di fondo fu eretto, subito dopo la morte di Morosini nel 1694, un marmoreo grande ‘arco di trionfo’, significativamente echeggiante alla romanità, con iscrizioni latine e dipinti allegorici (architetto Antonio Gaspari, pittore Gregorio Lazzarini) celebranti le imprese morosiniane, specie la presa agli ottomani del Poloponneso. Sull’alto, al centro della ininterrotta teoria di ritratti dogali che percorre l’intero perimetro della sala, capita esatto il ritratto del Morosini, in corazza di Capitano generale, con corno dogale e bastone di comando.
  • La Sala III dell’Armeria dei Dieci, detta anche Sala Morosini: nella nicchia di fondo, al centro della ali di armadi che espongono scenograficamente le armi che, assieme a trofei e memorie, per secoli furono emblematico orgoglio della potenza militare della Serenissima, sopra un basamento formato anch’esso da emblemi guerreschi, spicca il busto in bronzo di Francesco Morosini, che il Senato gli dedicò con eccezione veramente straordinaria “adhuc viventi” nel 1687, all’indomani della vittoriosa impresa in Grecia e l’anno precedente alla nomina dogale. Lo scultore incaricato fu il genovese Filippo Parodi. Il militare, dallo sguardo fiero, regge con una mano il bastone del comando e ha accanto una mappa del Peloponneso; veste gli indumenti peculiari della carica di Capitano generale da màr: corazza, mantello fermato sulla spalla da cinque ‘peroli’, copricapo a ‘tozzo’.

Durante le celebrazioni centenarie dedicate a Francesco Morosini apparati esplicativi sottolineeranno significativamente i due luoghi.