ll Capitano generale da mar e doge Francesco Morosini: figura e gloria al tramonto della Serenissima

14 giugno 2019 > 6 gennaio 2020
Fondazione Musei Civici di Venezia
Museo Correr


A cura di
Andrea Bellieni
Valeria Cafà
Cristina Crisafulli
Massimo Favilla
Gianfranco Munerotto
Gabriele Paglia
Ruggero Rugolo
Camillo Tonini
Monica Viero

Il Museo Correr sarà luogo essenziale della celebrazione del 4° centenario della nascita di Francesco Morosini (1619-1694), poiché esso è custode dell’intero patrimonio storico del “Peloponnesiaco”, acquisito nel 1895 dall’ultima erede e proveniente dal Palazzo in campo Santo Stefano. Cimeli, documenti e opere d’arte mostrano aspetti peculiari della persona e della dimensione storica di Morosini. Oggetti personali, libri, portolani, globi, reperti d’arte classica greca ne testimoniano carattere e passioni. Documenti militari, modelli navali e di fortezze, trofei, armi sottratte agli ottomani tratteggiano l’uomo di guerra e le sue imprese, specie la conquista del Peloponneso (1683-88). Ritratti, monete, medaglie, pubblicazioni elogiative evocano l’aura mitica che avvolse ancora in vita l’ammiraglio-doge, ultimo eroe veneziano. Morto da doge in battaglia, la sua postuma celebrazione durò a lungo, affidata a irrealizzati progetti monumentali dell’architetto Antonio Gaspari e ad apparati come quello allestito nel palazzo familiare e richiamato nell’allestimento permanente del Museo Correr. Con l’epica figura di Morosini la mostra rievoca l’illusione del ritorno alla gloria della Serenissima potenza militare e marittima nel Mediterraneo.

Le sezioni della mostra:

I. Genesi di un eroe, celebrazione di un mito – sale 8, 9, 10

Testi a stampa e manoscritti, oselle, incisioni e piccole sculture in bronzo e avorio consentiranno conoscere Francesco Morosini, la sua famiglia e la sua formazione. Una parte dei materiali illustrerà la celebrazione in vita e in morte che contribuì a costruirne il “mito”. La sezione si completa coi disegni dell’architetto Antonio Gaspari per vari monumenti funebri e celebrativi, poi rimasti largamente irrealizzati.

II. Navi da guerra e l’Arsenale – sale 11, 12, 13

Navi, modelli, incisioni, strumenti scientifici introdurranno il rapporto di Morosini col mare e la guerra ‘in mare’, illustrando anche inediti aspetti tecnologici, nonché le antiche pratiche marinare veneziane.

III. Il mare: aspirazione e campo di battaglia – sala 14

Francesco Morosini nutriva una smisurata passione per il mare e la geografia; questa sezione espone stupendi portolani, volumi geografici manoscritti e a stampa, globi collezionati dallo stesso Peloponnesiaco.

IV. La guerra: lo “Stato da Mar” da difendere – sale 15, 16

La sezione affronta più temi – armi, fortezze e strategia bellica – attraverso l’esposizione di cartografia, medaglie, testi a stampa e manoscritti, armi e cimeli che documentano la strategia di guerra della Serenissima e dello stesso Morosini.

V. Defensor Fidei – sala 17

Francesco Morosini fu visto quale baluardo della Cristianità: a testimoniarlo in questa grande sala sono oggetti e documenti diversi: dipinti, monete, medaglie, lo stendardo sacro che il Morosini teneva nella sua cabina sulla nave ammiraglia (da essa è qui il famoso ‘triplice fanale’), lo splendido leggio metallico gotico ‘salvato’ a Candia. Ma soprattutto spicca il fastoso stocco d’argento inviatogli emblematicamente da papa Alessandro VIII (un prestigioso prestito dal Tesoro di S. Marco)

VI. La collezione, dal Palazzo a Museo: trofei, memorie, opere d’arte – sala 18

E’ illustrata la varietà delle opere che da Palazzo Morosini a Campo Santo Stefano passarono alle collezioni civiche, rievocandone anche l’originario fastoso allestimento scenografico: vere opere d’arte commissionate (ritratti, raffigurazioni di battaglia), trofei di guerra (armi e scudi turchi, strumenti della Banda dei Giannizzeri), oggetti archeologici tratti dai nuovi domini.